21 Febbraio 2024

Anno 2016 - Il Campione Reale

Anno 2016 - Il Campione Reale

Trama risolta da: Serpeverde
Coppa delle Case vinta da: Tassorosso
L´estate era stata mite, quasi a ricordare, qualora qualcuno se ne fosse dimenticato, che un pericolo di nome Alan Verse incombeva sul Mondo Magico. La sede Italiana della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts stava per riaprire i battenti e uno dei funzionari più fidati del Ministero della Magia era in viaggio. Aveva avuto l´ordine di trasportare, con un ordinario "Baule Locomotor", qualcosa di particolarmente prezioso. Come veniva insegnato alle reclute degli Auror il miglior modo per non attirare l’attenzione su qualcosa di segreto era renderlo scontato, pur proteggendolo.
Il baule infatti aveva un aspetto assolutamente comune, ma era coperto all´interno da ogni sorta di incantesimi.
Nel frattempo le alte cariche di Hogwarts si erano incontrate per una riunione straordinaria, dato che Claudio Volpini era appena stato nominato dal Ministro della Magia Responsabile dell´Ufficio Giochi e Sport Magici. Egli aveva accettato ponendo al Ministero una condizione non negoziabile, di poter restare all´interno della Scuola. Aveva chiara in mente la motivazione di questa scelta, infatti, per tutta l’estate, Hogwarts aveva ricevuto gufi e perfino strillettere di genitori alterati che minacciavano di impedire ai propri figli di tornare nella sede Italiana l´anno successivo qualora non fossero state date delle garanzie sulla sicurezza. Gli eventi dell´anno precedente avevano in effetti aumentato la preoccupazione dello Staff della Scuola che, in quel momento, desiderava solamente alleggerire gli animi di genitori, studenti e professori.
Fu proprio riflettendo su ciò che Claudio concepì l’idea di un Torneo simile a quello Tremaghi, ma che si sarebbe svolto tra le quattro Case di Hogwarts anziché tra Scuole diverse. E alla domanda di tutti di come sarebbe stato chiamato questo Torneo, il suo inventore non ebbe dubbi: la nuova iniziativa si sarebbe chiamata "Torneo delle Virtù".
Fu cosi che, durante la riunione, si discussero animatamente i dettagli del nuovo Torneo. Ogni Casa avrebbe avuto ben tre campioni, e questo avrebbe spostato la competizione anche all’interno delle Case stesse.
In via del tutto eccezionale e grazie ai rapporti diretti della Preside con il Ministero, era stato concesso un Calice di Fuoco, in viaggio proprio in quei giorni verso la Sede Italiana di Hogwarts.
Per diventare campioni gli studenti maggiorenni, i soli ad averne diritto, avrebbero dovuto scrivere in un foglio il proprio nome seguito da quello della loro ipotetica squadra. La Preside si sarebbe incaricata personalmente di tracciare una linea incantata intorno al Calice, per fare in modo che nessuno potesse varcarla se non accompagnato da una delle Alte Cariche della Scuola. Ultimate le procedure, il Calice avrebbe designato i dodici campioni.

Alan sedeva nella tranquillità del suo rifugio, in attesa.
Un Pendu si materializzò al suo cospetto e confermò la sua intuizione.
Per quanto protetto il Calice non aveva viaggiato inosservato, infatti il Pendu aveva scoperto, senza troppa difficoltà, dove era diretto e ci volle poco tempo perché gli ultimi dubbi fossero fugati: ad Hogwarts si stava organizzando un Torneo.
Il Mago, ricevuta la lieta notizia, sorrise ed esclamò in tono beffardo: "Bene, questo vuol dire che anch´io manderò il mio Campione."

Tutto era pronto nella Sede Italiana di Hogwarts. Le prove erano state pensate approfonditamente ispirandosi alla natura di ciascuna casa: il coraggio dei Grifondoro, l’impegno e la concentrazione tipici di ogni Tassorosso, la logica e la passione per gli enigmi dei Corvonero e quel pizzico di indispensabile astuzia che caratterizzava i Serpeverde.
Appena aperte le porte della Sala Grande, una piccola folla di aspiranti campioni si era radunata attorno al calice fiammeggiante.
Il vociferare trepidante dei presenti venne smorzato bruscamente dai passi febbrili e agitati della Preside, seguita dai professori di Divinazione e di Incantesimi. I prefetti di ogni casa vennero prontamente chiamati a rapporto e condotti in un luogo appartato dove si potesse discutere senza, per quanto possibile, suscitare timori e il panico collettivo. Il professore di Divinazione rivelò che, in presenza della carta dell´Appeso (la ormai famosa carta bruciacchiata simbolo del tanto temuto Alan Verse), aveva percepito una presenza estranea nel castello. Poi, entrato in una sorta di "trance", aveva scritto su alcune pergamene frammenti di ricordi emersi dalla mente di questo estraneo. Incredibilmente le pergamene erano state scritte con una grafia diversa da quella del professore.
Ai ragazzi venne detto di stare all´erta e che eventuali altre scoperte sarebbero state loro comunicate subito, che avrebbero dovuto collaborare attivamente con le alte cariche di Hogwarts. Tutti in quella stanza erano consapevoli che coinvolgere Studenti e Prefetti, chiedendo il loro contributo, avrebbe potuto rivelarsi una mossa fin troppo azzardata, ma il pericolo di un nuovo attacco era talmente incombente e reale da giustificare anche una tale follia.
Vennero quindi consegnati ai ragazzi, in forma cartacea, i ricordi "rubati". Agli occhi di tutti risultarono alquanto sconnessi e privi di una qualche attinenza con la travagliata situazione del momento, se non per la Carta dell´Appeso.
Veniva narrata la storia di una giovane di nome Valentina desiderosa di salvare Re Carlo, della passione della donna per i tarocchi, presentati ad un certo Philippe, e della morte del padre e della madre di quest’ultimo.
"Sei solo una stupida Valentina, ecco cosa sei."
"Non osare Luigi, non davanti a Philippe."
"Ha solo 8 anni, Valentina. Non continuare a nasconderti dietro di lui"
"E cosa avrei dovuto fare Luigi? Ti sei esposto troppo al Ballo degli Ardenti: se Carlo fosse morto ti avrebbero scoperto, dovevo salvarlo e quello era l´unico modo che conoscevo. La morte dei sui figli era un alibi perfetto per giustificare una sua follia. Se solo quella megera di Isabella non si fosse intromessa dando a me la responsabilità di tutto."
"È facile incolpare tua cugina. Dovevi lasciarmi fare!"
"Io ho solo seguito il consiglio dei tarocchi."
"Già. Tu e le tue carte. A volte sembra che siano più importanti di me, di Philippe e dei suoi fratelli."
"Non dirlo Luigi. Sai bene che tutto ciò che io ho fatto è stato per noi tutti. La vita che volevo sul trono l´avrei voluta con voi. Quindi finiscila una volta per tutte, ormai sono passati più di 10 anni."
"10 anni di guerre e tormenti Valentina. Se solo potessi tornare indietro non ti avrei permesso di intrometterti."
"Ma non si può tornare indietro nel tempo. Né andare avanti. Quindi lasciati il passato alle spalle e continua a lottare per il posto che ci spetta."
"Non prendo ordini da te, Valentina. Adesso fai portare nostro figlio a letto."
"Ai Vostri ordini, Vostra Maestà."

"No Philippe! Fermo, rimettili a posto. Forza Philippe non piangere, non volevo sgridarti... è che mi preoccupo per te. Vieni qui, ti racconto cosa sono.
Queste sono le carte di famiglia. È stato da queste che zio Carlo ha realizzato le sue carte: lui, come te, pensa si trattino solo di un gioco. Invece queste sono molto di più: sono magiche e sono mie amiche. Mi aiutano a risolvere i problemi, mi consigliano e possono anche aiutare a lanciare potenti incantesimi.
Guarda questo è un leone e questa carta è la Forza. Questo è il Matto ed assomiglia tanto a zio Carlo, non è divertente? La Torre come quella dove dorma zia Isabella, che bello sarebbe se venisse colpita da un fulmine, se non fosse stato per lei tu oggi saresti seduto accanto al trono.
E questa la riconosci? È la Luna. No Philippe, lui non devi girarlo lui deve stare a testa in giù! È l´Appeso, è il simbolo dell´iniziazione mistica come avrai tu tra qualche anno quando inizierai a fare le tue magie. Ma non sarà facile! Come racconta l´Appeso il sapere si ottiene attraverso la ricerca attiva, lo studio, il sacrificio ed il dolore, scoprendo che il segreto per capire le cose sta nel loro capovolgimento, nell´abbandono dei comuni schemi mentali, scaturisce così
l´idea chiara e illuminante, presupposto per la trasformazione di sé.
Sto vaneggiando e tu certo non mi stai capendo vero, Philippe?
Ma lui resta lì appeso ad aspettare un cambiamento, una rinascita, una rivelazione"

"Mia madre dice che ti fai chiamare Senza Paura ma che non è vero. Dice che sei un vigliacco e che mandi gli altri a fare le cose per te"
"Fai silenzio Philippe. Valentina ti avrà insegnato tante cose ma c´è una cosa che non ti ha raccontato: lo sai com´è morto tuo padre?"
"Si: tu lo hai ucciso."
"No: non siamo stati semplicemente noi Borgogna. Isabella mi ha detto di farlo. Lei voleva vendicarsi di ciò che crede abbia fatto tua madre. È lei che vi odia così tanto. E forse io sono solo una sua pedina."
"Perché proprio noi?"
"Per quello che hanno i tuoi genitori per diventare Re di Francia e tu saresti divenuto Re dopo di loro."
"Zia Isabella è cattiva. È tutta colpa sua"
"Pensa quello che vuoi Philippe. Ma se non sceglierai bene da che parte stare, anche tu farai la sua stessa fine."

"Povera e triste Valentina, la quasi regina di Francia.
Non tremare... hai gli occhi vuoti e la fronte fredda, mamma.
Piangi per quello che è successo al papà?
O piangi perché Giovanni mi ha detto la verità su cosa è successo?
Ricordi mamma quando mi dicevi che papà aveva aspettato che zio Carlo fosse debole per colpirlo?
Che giustificavi il tuo comportamento dicendo che erano stati i tarocchi a dirti di salvarlo?
Tu sei debole adesso ed io ho voglia di giocare mamma: vediamo cosa dicono le tue adorate creature, le tue carte, su di te.
Nel passato c´è il Matto.
È lo zio Carlo mamma? Non è per colpa sua che adesso sei cosi?
Il presente rivela l´Appeso.
Forse sei tu mamma? O forse sono io, per colpa di Isabella?
Ed adesso la più importante. Il futuro: la Morte.
Non voglio dirti addio, mamma."
L´intera scuola iniziò a fare ricerche a partire da questi strani indizi. Il professore di Divinazione rivelò un altro frammento di ricordo, la frase in francese "Rien ne m´est plus, plus ne m´est rien". La Preside, che era anche Professoressa di Storia della Magia, dopo qualche istante si ricordò: era la frase che pronunciò Valentina Visconti, dopo essere stata accusata di Stregoneria e rinchiusa al Castello di Blois. A quel punto, cercando nella Biblioteca della Scuola, non fu difficile ricostruire chi erano gli altri personaggi delle pergamene: Philippe, secondogenito di Valentina Visconti e di Luigi I, Duca d´Orléans; Luigi, fratello del re di Francia, Carlo VI detto il Folle e la stessa Valentina Visconti, cugina di Isabella, che era a sua volta moglie del re.
Il personaggio su cui si riuscì a reperire più notizie fu certamente Valentina, presente sia nelle Storie della Magia che in quelle Babbane. Sembrava infatti che ella possedesse notevoli poteri magici e che li avessi trasmessi al figlio Philippe, che sembrava però essere deceduto improvvisamente e in circostanze misteriose all´età di 24 anni.
Valentina aveva una vera e propria passione, ai limiti dell´ossessione, per i Tarocchi, che erano stati inventati da poco tempo proprio alla corte viscontea. I libri narravano che, quando andò in sposa al fratello del Re, portò come dote una quantità enorme di fiorini d´oro, tantissimi libri, un´arpa e un mazzo dei preziosi tarocchi, che consultava febbrilmente nei momenti di maggior bisogno. Valentina ebbe un grande ascendente sul re e sulla corte, al punto che Carlo VI nel 1392 fece dipingere per il divertimento di lei tre mazzi di carte in oro e vari colori, di disegni diversi. E, probabilmente, questa simpatia provocò anche l´odio della Regina Isabella Visconti per la propria cugina. Temendo che Valentina tramasse per sottrarle il trono, la Regina iniziò a perseguitarla e ad accusarla di stregoneria. Isabella non si era allontanata dalla verità nelle sue calunnie, tanto che Valentina finì i propri giorni in ritiro nel castello di Blois.

Pur sapendo ciò, restava ancora oscuro chi fosse veramente stato Philippe de Vertus e perché mai la sua presenza fosse avvertibile nella scuola. Le alte cariche di Hogwarts, sgomente, nutrivano già parecchi sospetti ma si auguravano di sbagliarsi. Tuttavia, le novità non tardarono ad arrivare e i ricordi a farsi più familiari e sensati, mostrando che i timori di tutti, seppur non palesati, erano realtà: quelli erano i ricordi di Alan Verse.
"Il corpo di questo babbano è troppo pesante ma non posso farmi scoprire.
Dannata Isabella mi sta alle costole e questo diversivo è fondamentale: ho sofferto e studiato anni per rinascere, per capovolgere il mio futuro ed oggi il giorno è giunto.
Questo diversivo è perfetto: il mio corpo sfigurato, la fine dei tormenti di Isabella, l´illusione della pace e dell´obiettivo raggiunto.
Oggi con quest´uomo Philippe de Vertus muore, ed io rinasco dalle sue spoglie. Senza tracce, senza passato. Capovolgerò tutto e tornerò di nuovo ma tutto sarà all´inverso: vendicherò i miei genitori e prenderò il posto che mi spetta. Silenzioso ed introvabile come un fantasma senza tracce.
Tremerà il trono di Francia, cadrà il suo castello, ed io sarò il Re del nuovo regno."

"In questo rifugio di fortuna il vento mi gela le ossa.
Nessun´anima intorno, solo le stelle fredde e silenziose.
Chi è quell´uomo spuntato dal nulla?
Sembra quasi un ragazzo. Che strani vestiti: mai visto un gilet di questa fattura, ed una camicia cosi stretta, sembra non appartenere a questa epoca.
Chi sei? Da dove vieni?
Non risponde... vediamo cos´ha addosso: una piccola clessidra dorata, una kalimba e su questo orologio c´è scritto un nome: si chiama come mio padre!
Svegliati! Svegliati!
Come ti senti? Perchè non parli?
Che cosa significa questa melodia?
Perchè adesso vedo tutto distorto?
Dove stiamo andando?
Ho voglia di vomitare."

"Che strano posto.
Le luci fuori dalle porte non sembrano fatte di fuoco, forse è un incantesimo che non conosco. Le parole sono cosi strane: copisteria, tabaccheria, centro commerciale...
Quell´uomo veste con una maglia incredibilmente larga con un cappuccio ridicolo, i suoi pantaloni blu sono strani come le sue scarpe di gomma.
Quella croce verde dice: "32°, 20/07/2005"
Che diavoleria è mai questa?
Cosa ci faccio qui? Devo tornare indietro.
E´ stato lui, il ragazzo con la clessidra dorata.
Devo trovarlo. In fretta."

"Isabella.
Tutto è iniziato da te ed è con te che tutto dovrà finire: con la tua testa.
Hai accusato mia madre di un crimine che non ha commesso ma questo non ti è bastato. Ti sei macchiata del sangue che l´uomo che amava e conseguentemente del suo.
Mi hai costretto a fingere la mia morte, ad abbandonare tutto ciò che era la mia vita, a sacrificarmi per salvare me e la gloria della mia famiglia.
E come inesorabile conseguenza della tua sete di potere e di sangue, mi ritrovo intrappolato qui, in un´epoca di burattini che hanno perso i valori veri, gente senza un Dio, bestie senza un Re.
Ma stai pur certa, Isabella, che quando troverò il ragazzo della clessidra dorata io troverò un modo per tornare da te, la vera responsabile di tutto questo, e con ciò che ho imparato qui avrò la mia vendetta, e vedrò finalmente nei tuoi occhi il dolore e la sofferenza che per tutti questi anni tu hai portato a me ed alle persone che amavo.
Trema Isabella, perché i tuoi giorni da Regina finiranno presto, e con il controllo che avrò sul tempo avverranno molto prima di quel che credi, molto prima di quello che per te è il presente."
Il segreto di Alan Verse era stato svelato, non era altri che Philippe de Vertus, un giovane di stirpe regale, strappato al suo tempo e al suo trono dal fatale incontro con il professore di Difesa contro le Arti Oscure Luigi Veneruso.
Philippe non era dunque morto nel 1420, ma aveva visto apparire davanti a lui, d´improvviso, una persona sconosciuta, vestita in una foggia assolutamente bizzarra, svenuta, si era chinato su di essa per capire se fosse viva o morta e si era ritrovato risucchiato nel 2005 da un paradosso temporale provocato dall´incontro-scontro di due oggetti magici che influenzano il tempo, una Giratempo ed una Kalimba Celeste.
Le alte cariche di Hogwarts ricostruirono tutto ciò basandosi sui ricordi che finalmente sapevano essere di Alan e su quelli di Luigi, che era lì presente e che scoprì di essere stato l’involontario fautore delle più recenti disavventure della scuola; fu subito chiaro che quanto stavano scoprendo poteva essere la ragione per la quale Alan era cosi ossessionato dalla Sede Italiana di Hogwarts, dubbio che venne fugato dai ricordi successivi.

"Miei diletti, oggi con voi inizia un ordine nuovo: un ordine dove noi, i potenti, domineremo.
Voi Pendu sarete i miei occhi e le mie orecchie ed io vi seguirò sempre grazie a queste sciarpe bianche che mi permetteranno di rintracciarvi in ogni momento, di parlarvi, di chiamarvi a me con un piccolo strattone o di strozzarvi se proverete a fregarmi.
Mi servono discepoli per trovare quel dannato ragazzo, per scoprire come ha fatto a trascinarmi qui.
Qualcuno ha parlato di "Giratempo" ma da sola è troppo debole.
Per questo ho bisogno di voi, di tutti voi, adorati Pendu.
Voi cercherete le tracce di ciò che è successo ed allo stesso tempo mi farete da inesorabile copertura. È tutto cosi frenetico qui che il modo migliore per passare inosservati è creare confusione. Chi mai troverebbe un mago senza tracce? Nessuno conosce il mio segreto e nessuno potrà arrivare a me.
Così voi miei Pendu distruggerete ed ucciderete tutto e tutti cercando chi si è intromesso, e distraendo il mondo da me.
Andate adesso e vedremo chi di voi sarà degno di restare al mio fianco."

"Sono arrivato qui 8 anni fa.
In questo posto, in questo tempo, ci sono troppe persone e tutte vanno troppo di fretta.
Le mie ricerche finalmente iniziano a portare i frutti: non è stata solo la Giratempo a portarmi qui ma anche una kalimba creata dai folletti.
Sono questi due strumenti che controllano il tempo e grazie ai Mangiamorte disperatamente all´opera per riportare il loro Oscuro Signore sono tornate allo scoperto rivelando il loro vero potere.
Una forza cosi devastante da aver fatto vagare il ragazzo della clessidra dorata per le più disparate epoche fino a farlo entrare in contatto con me cosi che io, in contatto con lui, sono giunto qui.
È tempo di sistemare tutto e di prendere la kalimba. È tempo di trovarlo.
Adesso so chi sei Luigi. Conosco la scuola dove l´hai portata ed adesso non avranno pace finché non sarò riuscito ad impadronirmene.
La risposta a tutte le mie domande, la soluzione di ogni mio problema si trova tra le mura di Hogwarts."

"Forse posso colpirli senza che loro se ne accorgano.
Il funzionamento della scuola è sempre lo stesso: banale.
Le case si danno battaglia e durante l´anno non prestano attenzione a cosa accade ed è su loro che devo puntare. I professori non accetteranno mai di darmi la kalimba ma se riesco a piegare il volere dei caposcuola a me, qualche studente potrebbe trovarla ed allora impadronirsene sarebbe un gioco da ragazzi.
Dopo tanti anni di fatica ho di nuovo voglia di giocare: vediamo cosa accade a mescolare i ricordi dei caposcuola, vediamo se la confusione che si crea è tale da potermi permettere di agire. Sono 9 anni che mi nascondo nel caos ed adesso nel caos me ne voglio andare.
Vi ho trovati, siete a Pisa!
Decisione, Determinazione, Destinazione.
Nausea."

"Misero e penoso fallimento, questi ragazzi sono decisamente più svegli di quanto credessi e quelle maledette pozioni si sono rivelate un veleno per i miei piani.
Ma i miei Pendu sono sempre all´opera e so che adesso sono all´erta.
Quest´anno hanno fatto delle Mappe per rintracciare la mia presenza. Poveri sciocchi. Utilizzerò le vostre mappe ed i vostri studenti. Se sono cosi abili a distruggere i miei piani vediamo quanto ci mettono a raccogliere tutti questi frammenti di incantesimo. Le mie tracce faranno attivare un gioco, l´oggetto più innocente del mondo, che li farà impazzire, uno ad uno.
Iniziamo dai professori, i caposcuola e piano piano tutti gli studenti e quando la scuola sarà uscita di senno io e i miei Pendu potremo agire indisturbati e prendere quella dannata Kalimba."
I ricordi di Alan si facevano sempre più inquietanti, ripercorrevano anno dopo anno i suoi attacchi falliti alla Scuola, la sua rabbia crescente e il suo desiderio irrefrenabile per la kalimba - l´unico artefatto che avrebbe potuto riportarlo a casa - e all´agognata vendetta. Nel frattempo il Torneo delle Virtù procedeva in accordo con i piani di Alan, infatti l´ultimo ricordo giunse troppo tardi...

"Vi detesto sciocche creaturine che giocate a fare i maghi.
Detesto la vostra fortuna sfacciata nel fregarmi sempre.
Adesso basta. Adesso facciamo sul serio.
Quest´anno avete scelto di essere voi a giocare: il Torneo delle Virtù, uno squallido tentativo di fingere che tutto vada a meraviglia.
Io non gioco quest´anno. Niente incantesimi. Niente pozioni. Niente piani che implichino terzi.
Mi sono informato sulla storia dell´Oscuro Signore, gli errori che ha commesso e del potere che può scaturire dal sangue.
Sarò io ad intervenire quest´anno attraverso il mio sangue.
Qualcuno vincerà il Torneo, devo solo fare in modo che lo bevano.
Incanterò qualcuno di loro, qualcuno di gentile ed insospettabile.
Così i ragazzi diventeranno dei burattini e proveranno quello che provo io, sentiranno cosa sento io e vorranno ciò che voglio io: la kalimba.
Sarò io, tramite loro ad averla ed a portarla a me.
Aspettami, Isabella."

Accadde dunque che Alan Verse riuscì a scagliare un imperio sulla direttrice Tassorosso, della cui buona fede nessuno avrebbe dubitato, e mentre la scuola si scatenava nei festeggiamenti per il Torneo delle Virtù appena terminato, e apparentemente senza incidenti, alla direttrice venne ordinato di versare una fiala del sangue di Alan nelle bevande riservate ai vincitori del Torneo.
Essi caddero preda di Alan e fecero per precipitarsi alla caccia della kalimba, ma quest’ultimo ricordo rivelato dal professore di Divinazione consentì al resto degli studenti ed ai professori di capire in tempo cosa stava succedendo.
Fu rapida la reazione dei Serpeverde che riuscirono a salvare la situazione catturando gli studenti posseduti ed estraendo con un incantesimo il sangue maledetto.

Le carte giacevano scoperte sul tavolo, ad Alan toccava la mossa successiva.
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